Come si imposta il termostato di un baby monitor? Info e consigli di uso

La tecnologia è una bella cosa, ci aiuta nel quotidiano e ci facilita la vita. O, almeno, dovrebbe essere così. Succede talvolta che la tecnologia ci fa impazzire perché non riusciamo ad utilizzare qualche strumento come dovrebbe essere, e diventiamo matti perché non ragioniamo come la tecnologia vorrebbe. Potrebbe succedere anche con il baby monitor che abbiamo acquistato per nostro figlio? Forse no, se pensiamo all’utilizzo delle funzioni base; forse sì se pensiamo alle altre tipo il sensore di temperatura.

Sensore di temperatura: di cosa si tratta

Le funzioni base di un baby monitor sono l’audio ed il video, per sentire e parlare con il bimbo e vedere cosa fa. Sono le due funzioni più conosciute ed utilizzate. Storicamente, sono anche le prime e per molto tempo uniche funzioni di questi strumenti. Negli ultimi tempi, molte aziende hanno integrato nei nuovi modelli alcune opzioni aggiuntive che consentono di monitorare la situazione di nostro figlio in modo più completo. Una di queste è il sensore di temperatura.

Sensore di temperatura: come funziona

Nei primi mesi di vita, il bimbo ha dei parametri vitali fragili ed in continuo cambiamento: mantenere una corretta temperatura nella sua cameretta è quindi fondamentale. Se il sensore di temperatura è presente, mostra questo valore sul display dell’unità del genitore: in questo modo possiamo sempre essere informati sulla situazione. Se la temperatura si discosta dai valori preimpostati, scatta un allarme visivo e/o sonoro che ci informa della necessità di intervenire.

Sensore di temperatura: come si programma

Ovviamente, la modalità di programmazione varia in base al tipo e modello di baby monitor. In linea di massima, possiamo dire che in molti modelli si parte dall’unità del genitore tramite il classico tasto “menù”. Solitamente è presente un menù a tendina simile a quello del pc. Scorrendo il menù, si seleziona la funzione della temperatura e, se presente, va selezionata la scala Celsius piuttosto che Farhenheit, in modo simile a quanto avviene nelle sveglie a proiezione. Va selezionata l’attivazione/disattivazione dell’allarme temperatura, in base alle necessità del momento. Si prosegue indicando la temperatura minima e quella massima accettabili, e si confermano poi le scelte effettuate prima di uscire dal menù. Sul display dell’unità genitore appare una icona che indica se la funzione “temperatura” è stata attivata o meno.

Sensore di temperatura: quando è indispensabile

Il monitoraggio della temperatura è utile sempre quando il bimbo è piccolo, ma in alcune situazioni si rivela indispensabile. E’ il tipico caso, p.es, di neonati particolarmente fragili per alcune patologie. Ma anche di appartamenti poco o male isolati, vecchie case di campagna, edifici esposti a grosse escursioni climatiche. Oppure, più semplicemente, se noi riprendiamo il lavoro ed affidiamo il piccolo ad una baby sitter, che potrebbe non avere le nostre stesse attenzioni.

Un suggerimento in più

Quando acquistiamo il baby monitor, facciamo attenzione che il manuale d’uso riporti anche la lingua italiana, il che non è così ovvio. Soprattutto per gestire le funzioni aggiuntive come la temperatura, un manuale poco comprensibile non ci sarebbe di grande aiuto.

Conclusioni

Malgrado il nome, un baby monitor non è utile solo per i bambini.  Potrebbe esserci utile un domani per monitorare qualche familiare anziano che inizia ad avere problemi, oppure durante una malattia che lo costringe a letto per un certo periodo. Anche gli anziani, e soprattutto in casi come questi, hanno parametri vitali fragili e tendono a disidratarsi con facilità. Se il nostro baby monitor ci consente di controllare la temperatura ambiente diventa un alleato doppiamente prezioso!

 

La programmazione dell’allarme temperatura in linea di massima prevede:

  • selezione della funzione
  • scelta scala e temperature
  • attivazione allarme
  • conferma

Laura Daveggia è nata nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Amante di musica classica, lettura e scrittura, ha pubblicato diversi articoli, sia online che cartacei, e due libri. Per breve periodo ha collaborato con Metropolitan Magazine e Fidelity House. Attualmente collabora con il blog “The Web Coffee” e con la rivista “Profilo Salute”.

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