Come scegliere un baby monitor con migliore livello di sorveglianza? Criteri per la scelta, funzioni, prestazioni, prodotti, marche e costi

Se abbiamo in casa un neonato o un lattante, certamente ci preoccupiamo di accudirlo nel modo migliore. E tra le cose principali cui pensare c’è senza dubbio la sua sicurezza. Controllare se e come dorme, la posizione in cui riposa, le espressioni del suo visetto, sentirlo subito se piange, vedere se nella cameretta è troppo caldo o troppo freddo…. bisognerebbe essere accanto a lui 24 ore al giorno! Ma come è possibile? La tecnologia per fortuna ci viene in aiuto, grazie alla possibilità di telecontrollo.

Telecontrollo: di cosa si tratta?

Sappiamo tutti che un genitore a casa deve accudire il neonato, ma deve anche seguire le faccende domestiche e forse occuparsi anche di altri figli o parenti anziani presenti. Per questo è utile prevedere l’utilizzo di un apparecchio di telecontrollo per bambini, quello che generalmente si chiama baby monitor. Si tratta di un sistema in due “pezzi”: poniamo il primo (trasmettitore) accanto al bimbo per poterlo vedere e sentire, mentre teniamo accanto a noi il secondo (ricevitore) che riceve i suoi messaggi. Ci sono moltissimi baby monitor sul mercato, quindi è bene considerare quali criteri di base dobbiamo valutare se vogliamo avere il miglior livello di sorveglianza possibile.

Telecontrollo: le nostre esigenze

Per prima cosa, dobbiamo valutare cosa e come vogliamo controllare e le caratteristiche della nostra casa. Vogliamo solo sentire il bimbo se piange o vogliamo anche vederlo, così da avere un monitoraggio continuo anche se lui è tranquillo? Pensiamo che in futuro potremmo affidarlo ad altri, per es. nonni o babysitter, finché noi siamo fuori casa o al lavoro? La nostra casa è in due piani, ha muri molto spessi, oppure è un appartamento su di un unico piano e con spazi molto liberi? E’ molto rumorosa, per esempio dà su una strada molto trafficata o abbiamo il vicino di casa un po’ sordo che alza la televisione al massimo? Fatto questo, cerchiamo le caratteristiche tecniche che ci soddisfano.

Telecontrollo: audio e video

Tutti i baby monitor sono di piccole dimensioni e semplici da installare. Sono però diversi dal punto di vista tecnico, quindi dobbiamo valutare bene cosa ci offrono in rapporto alle nostre necessità. Se vogliamo un buon livello di sorveglianza, optiamo per un modello che trasmette audio e video del bimbo: l’audio ci consente di accorgerci se piange, il video ci consente di vederlo sempre e comunque anche se riposa tranquillo. Un audio a due vie ci consente anche di far arrivare a lui la nostra voce per tranquillizzarlo. Un baby monitor che integra una telecamera ad infrarossi ci permette  la visione notturna del piccolo. Un display ampio, un’immagine di buona qualità e una telecamera che auto-ruota seguendo i movimenti del bebè ci garantiscono un telecontrollo ottimale.

Telecontrollo: alimentazione

Alcuni modelli di baby monitor funzionano a batterie, ricaricabili o meno; altri a corrente ed altri con entrambe le modalità. Questi ultimi sarebbero da preferire, così possiamo eventualmente utilizzare il nostro baby monitor anche in ambienti diversi da quello casalingo, per esempio in vacanza. Dobbiamo considerare anche la durata delle batterie nelle singole funzioni: ad esempio le batterie potrebbero esaurirsi più presto utilizzando audio + video + funzioni aggiuntive contemporaneamente, ed è fondamentale saperlo per non restare “a secco”.

Telecontrollo: comunicazione

Alcuni modelli di baby monitor funzionano con segnale analogico o digitale. Altri offrono la possibilità di connettersi al wifi domestico: questi ultimi garantiscono di poter controllare il bimbo anche quando siamo fuori, p.es. al lavoro. In tal caso, infatti, possiamo visualizzare sul nostro smartphone o tablet le informazioni trasmesse dal baby monitor scaricando una specifica app fornita dalla ditta produttrice. Questi modelli ci consentono di essere in qualche modo “presenti” anche se dobbiamo affidare il bebè a nonni o babysitter. Un simile livello di telecontrollo può tranquillizzare noi, ma anche far sentire nonni e babysitter un po’ più “supportati” in nostra assenza.

Cosa ostacola la comunicazione?

Come anticipato più sopra, teniamo presente il tipo di abitazione che abbiamo: spazi ampi e liberi consentono comunque una miglior trasmissione rispetto a muri spessi o appartamenti molto frazionati. La distanze in metri fornite dalle ditte produttrici variano da decine a centinaia di metri, ma in genere sono teoriche e considerate in spazi aperti. Le ditte più serie esplicitano nel manuale di istruzioni le modalità con cui hanno calcolato queste distanze.

Funzioni aggiuntive

I baby monitor più sofisticati includono alcune funzioni aggiuntive che possono tornare utili soprattutto in situazioni particolari. Ad esempio, può esserci un sensore per il controllo di temperatura e umidità della stanza del bimbo, ed un allarme qualora questi parametri si discostino da un range prefissato. Tale funzione è particolarmente utile se siamo in un ambiente che non conosciamo, per esempio in vacanza, oppure se dobbiamo lasciare il piccolo a casa di qualcun altro. Un’altra funzione utile è la possibilità di attivare melodie di ninna nanna: se non possiamo accorrere immediatamente appena il piccolo piange, possiamo far partire la musica dalla nostra unità e cercare di consolare il bimbo finché arriviamo da lui.

Solo per il neonato?

Finora abbiamo parlato di neonati, ma un baby monitor ci potrà essere utile anche quando il nostro bimbo sarà più grandicello. Per esempio, potremmo lasciarlo nel box con i giochi e sorvegliarlo a distanza. Questo consente a noi di vedere cosa fa e come lo fa, quali sono i suoi giochi preferiti e le modalità con cui interagisce con gli oggetti. E consente a lui di sperimentare le sue attività e di essere “da solo” nel suo ambiente…. ma sempre con il nostro “terzo occhio” presente e attivo!

Telecontrollo: conclusioni

Prima di acquistare un baby monitor, dunque, è opportuno valutare molto bene tutte le nostre esigenze. I prezzi possono variare di molto in rapporto alle caratteristiche tecniche dello strumento ed alla flessibilità che offre. Indubbiamente, se desideriamo un livello di sorveglianza molto affidabile conviene rivolgersi ad una fascia alta di mercato, che garantisce affidabilità anche in condizioni di vita non abituali. E tenere conto, appunto, che un acquisto più impegnativo potrebbe tornarci utile sia nei primi mesi di vita del nostro bebè ma anche in un periodo successivo e ben più lungo. In questo caso, sembra sia ancora valido il vecchio adagio “chi più spende, meno spende”!

Laura Daveggia è nata nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Amante di musica classica, lettura e scrittura, ha pubblicato diversi articoli, sia online che cartacei, e due libri. Per breve periodo ha collaborato con Metropolitan Magazine e Fidelity House. Attualmente collabora con il blog “The Web Coffee” e con la rivista “Profilo Salute”.

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