Baby monitor portatile: migliori prodotti di Aprile 2021, prezzi, recensioni

L’arrivo di un figlio spesso sconvolge la nostra vita. Routine quotidiana, abitudini personali, familiari e lavorative cambiano alla velocità della luce. In un certo senso un figlio accelera i ritmi, in un altro li rallenta. Ma ci sono anche famiglie molto “movimentate”, che tali erano e tali rimangono anche dopo l’arrivo del bebè. In questi casi, può essere prezioso un baby monitor portatile.

Baby monitor portatile: quale utilità?

Sappiamo che un baby monitor è uno strumento per controllare il bimbo a distanza, intesa come situazione in cui l’adulto può impegnarsi in varie attività quali la cura di casa o giardino, il lavoro al pc o la cura di altri figli senza contemporaneamente perdere di vista il piccolo nella sua cameretta. Se il baby monitor è portatile, questo strumento può svolgere la sua funzione anche in situazioni diverse dalla nostra casa.

Baby monitor portatile: casi tipici

Negli ultimi anni il mercato del lavoro è in continuo e rapido cambiamento, le forme contrattuali e la relativa tutela sociale anche. Avanza sempre più la flessibilità lavorativa, intesa sia come part-time sia come lavoro al di fuori della propria azienda. Una recente indagine IWG evidenzia che in Italia circa il 50% dei lavoratori intervistati afferma di lavorare al di fuori della propria azienda per alcuni giorni a settimana. Confindustria riporta dati 2019, quindi pre-covid-19, secondo cui il 20% delle imprese con più di 100 dipendenti ha introdotto forme di smart working. Nel 44% delle coppie in cui la donna è tra i 25-64 anni, quindi in piena età genitoriale, i partner lavorano entrambi anche se talora la donna è a part-time.

Altre situazioni

Se entrambi i genitori lavorano, non sempre la soluzione per gestire il bambino è la baby sitter. Spesso la soluzione preferita sono i nonni, che magari sono già in pensione ma ancora in gamba e felici di accudire i bimbi. Oggi i figli escono da casa molto più tardi rispetto ad una volta, e rimane molto più di un tempo una sorta di cordone ombelicale per cui la famiglia d’origine è una sponda sicura per le necessità pratiche. Anche per motivi di ferie molte famiglie trascorrono periodi fuori casa, magari brevi ma frequenti. A volte alloggiare in albergo con un bimbo piccolo non è molto comodo, perciò molti preferiscono spostarsi in camper per avere più libertà. In tutti questi casi, se il baby monitor ci può seguire negli spostamenti è un aiuto prezioso.

Baby monitor portatile: alimentazione

La caratteristica fondamentale è il tipo di alimentazione. Per essere veramente duttile, deve funzionare a batteria e garantire un’ottima autonomia. Le batterie ricaricabili, di cui oggi esistono varie tipologie, assicurano di solito maggiore longevità e maggiori performances rispetto a quelle sostituibili. L’autonomia deve ovviamente essere molto ampia in quanto non sempre sarà possibile ricaricarlo frequentemente; esistono modelli con 10-12 ore di autonomia. Ovviamente, dovremo verificare se tale autonomia si riduce utilizzando contemporaneamente tutte le funzioni del baby monitor. Fondamentale verificare anche se entrambe le unità funzionano a batteria, oppure solo quella dei genitori (caso più frequente).

 Peso e dimensioni

Spostarsi con un bimbo è un vero e proprio trasloco. Per questo, quanto più piccolo è il baby monitor tanto più ci facilita. Le piccole dimensioni talora vanno a scapito di funzioni supplementari, e dobbiamo scegliere cosa può esserci più utile. Esistono, comunque, baby monitor a due vie, con luci e ninne nanne, di piccole dimensioni. Anche la forma è importante: meglio se più compatta.  Il peso è doppiamente importante. Primo, per non farci fare “lavori forzati”; secondo, per poter essere appeso.

Baby monitor portatile: come sistemarlo?

Quando siamo fuori casa, non sempre le condizioni sono “ideali”. E, soprattutto se ci spostiamo frequentemente in posti nuovi, dobbiamo avere la massima flessibilità organizzativa. Il nostro baby monitor dovrà quindi avere una base bella ampia e stabile, così da poterlo appoggiare in sicurezza anche su superfici precarie. Questo è un altro motivo per cui la forma dell’oggetto è importante. E se non possiamo appoggiarlo, deve consentirci di appenderlo. Deve perciò integrare questa modalità, ed ecco perché deve essere il più leggero possibile. Potremmo doverlo appendere non solo alla culla, ma ad un attaccapanni, una sedia, un gancio provvisorio.

 Baby monitor portatile: la copertura

Rappresenta la distanza nella quale possiamo utilizzare il baby monitor, e viene misurata in metri. Varia in base agli ambienti: in campo aperto può arrivare anche a 200-300 metri, ma all’interno si riduce drasticamente. Questo perché pareti, mobili o suddivisioni dell’ambiente la riducono fino a poche decine di metri. A casa nostra, sappiamo fin dove può arrivare ma non è detto che in un ambiente diverso ci sia la stessa copertura. Dovremo fare quindi molta attenzione a tale aspetto, scegliere un apparecchio con copertura ampia ed allarme di scarsa copertura.

Baby monitor portatile: lo smartphone

Il problema della copertura non si pone con i baby monitor smart, che tramite wifi si collegano al nostro smartphone. Ormai lo smartphone ci segue ovunque, e perciò questo tipo di baby monitor è il portatile per eccellenza. Possiamo gestirlo tramite una specifica app, così come gestiamo tutte le altre applicazioni. Dobbiamo però fare attenzione ad alcune cose. Primo, verificare se l’unità bambino necessita di alimentazione a rete elettrica o no, ed eventualmente di quale autonomia gode. Secondo, se l’app è compatibile con Android e iOS o solo con uno di questi. Terzo, potremmo trovarci in un posto ove lo smartphone prende meno e dobbiamo tenerne conto.

Un baby monitor portatile ci garantisce sicurezza e tranquillità anche in posti diversi dalla nostra casa. Questo apparecchio sta diventando il primo strumento tecnologico utilizzato dai nostri bimbi!

Conclusioni

Grazie allo sviluppo tecnologico, i baby monitor attuali offrono modelli che ben si adattano a spostamenti frequenti. Anche questo apparecchio, quindi, è ormai un must insieme a pappe e pannolini nei viaggi con nostro figlio. Oggi si parla di “nativi digitali”, ed è veramente stupefacente la capacità dei ragazzini di servirsi delle tecnologie informatiche. Ora il baby monitor sta diventando il primo strumento tecnologico “utilizzato” dal nostro bimbo! L’età di utilizzo delle tecnologie, allora, si abbassa notevolmente: che sia un segno dei tempi?

Laura Daveggia è nata nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Amante di musica classica, lettura e scrittura, ha pubblicato diversi articoli, sia online che cartacei, e due libri. Per breve periodo ha collaborato con Metropolitan Magazine e Fidelity House. Attualmente collabora con il blog “The Web Coffee” e con la rivista “Profilo Salute”.

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