Baby monitor per non udenti: migliori prodotti di Maggio 2021, prezzi, recensioni

L’arrivo di un bebè in casa è sempre una grande gioia. La vita con un bimbo cambia radicalmente, soprattutto finché è piccino e dipende totalmente da noi. Perciò, per molti genitori un neonato è anche fonte di grandi preoccupazioni; ancor più se i genitori hanno qualche problema. Una delle situazioni più difficili da affrontare si verifica quando uno o entrambi i genitori sono non udenti.

Non udenti: situazioni diverse

Secondo l’OMS il deficit uditivo è l’incapacità di sentire come una persona normoudente. I livelli di gravità possono essere vari, e si va da un deficit parziale (ipoacusia) ad un deficit totale. Le persone possono essere non udenti per vari motivi: ereditarietà, malattia, invecchiamento, fattori ambientali. Infatti vi è un aumento notevole con l’invecchiamento: fino al 50% negli over 80. Vi è tuttavia circa un 10% nella fascia 13-45 anni, che verosimilmente è quella più interessata alla genitorialità. Un altro dato importante è la sordità legata ai fattori di rischio lavorativo: la quota di casi di questo tipo sul totale delle malattie professionali è la terza in ordine di importanza. E anche qui ci troviamo con persone in età interessata alla genitorialità.

Non udenti: doppio problema

Se per molti genitori accudire adeguatamente il proprio bimbo può essere fonte di preoccupazione, a maggior ragione lo è per un genitore non udente. Un baby monitor è un apparecchio utile per controllare il bambino a distanza, ma se siamo ipoacusici o non udenti, non possiamo sentire se il piccolo piange o si lamenta. Rischiamo di non accorgerci in tempo se ha problemi. Dovremmo stare con lo sguardo fisso su di lui 24 ore al giorno, ma ovviamente non è possibile. Una volta, in questi casi era praticamente d’obbligo affidare il piccolo a qualche familiare normoudente. Oggi fortunatamente la tecnologia viene in nostro aiuto, e con qualche “semplice” apparecchio ci permette una relativa tranquillità nelle gestione di nostro figlio.

Non udenti: i canali alternativi

La questione della telesorveglianza di un figlio da parte di genitori non udenti si inserisce nel più ampio problema della gestione di tutte le situazioni uditive in una casa. Il campanello della porta, il citofono, il telefono, il timer della cucina che suona… sono tutte situazioni “normali” che per un non udente non sono affatto scontate. La domotica ha trovato strumenti alternativi, ma anche senza utilizzare tecnologie elevate possiamo avere soluzioni utili tramite i classici canali per comunicare con una persona sorda: la vista ed il tatto. I baby monitor per non udenti utilizzano proprio questi canali.

Baby monitor per genitori non udenti: un esempio

Un primo esempio di baby monitor che utilizza questo tipo di canali è costituito da una unità bambino che rileva i rumori da lui prodotti e funge da trasmettitore, e una unità genitore che funge da ricevente. L’unità ricevente allerta il genitore tramite un allarme luminoso e/o a vibrazione. In alcuni modelli, più forte è il rumore emesso dal bambino (es il pianto), tanto più violenta è la luce dell’allarme o la vibrazione. Ci possono essere anche pads a vibrazione da posizionare sul letto dei genitori, per garantire un allarme notturno. Ovviamente, anche in questa tipologia di baby monitor vi è la trasmissione video. Dobbiamo quindi porre attenzione alla grandezza del display ed alla qualità dell’immagine, tanto più importanti in queste situazioni rispetto a quelle di genitori normoudenti.

I baby monitor per non udenti utilizzano canali alternativi per gli allarmi: vista e tatto. Si tratta quindi di allarmi luminosi e a vibrazione

Baby monitor per genitori non udenti: un altro esempio

Il ricevitore del pianto del bambino provoca sull’unità genitore l’accensione di una serie di luci: tanto più forte è il pianto, tanto maggiore è il numero di luci che si accendono. E’ possibile regolare su varie posizioni la sensibilità del ricevitore. In alcuni modelli l’unità del genitore è molteplice. Esiste infatti una sorta di oggetto luminoso da utilizzare quando si è fermi in una stanza, ad esempio mentre si legge. Esiste poi una seconda unità da portare addosso, con allarme a vibrazione.

Non udenti: la portabilità

Dobbiamo fare molta attenzione a questo aspetto: nei baby monitor per non udenti la portabilità è fondamentale, molto più che in quelli per genitori normodotati. Ovviamente, questi strumenti devono garantire un funzionamento a batterie, e bisogna valutarne tipologia, durata e autonomia. Per essere sicuri di scegliere un buon prodotto, dobbiamo inoltre valutare l’intensità della vibrazione di allarme, nonché i secondi di pianto del bimbo prima che il baby monitor si attivi.

Non udenti: il braccialetto

Funzionamento simile hanno i baby monitor in cui l’unità del genitore è costituita da una sorta di braccialetto, che emette un allarme luminoso ed a vibrazione. E’ forse ancora più comodo, perché si indossa come un normalissimo bracciale gioiello e ci segue in tutta la giornata senza ostacolare alcuna attività. Inoltre, è più facile avvertire la vibrazione a diretto contatto con la pelle. Ovviamente, anche in questa tipologia di baby monitor dobbiamo valutare la portata, considerando che il raggio d’azione al chiuso è sempre inferiore a quello dichiarato dalle ditte produttrici che lo misurano in campo aperto.

Non udenti: i baby monitor smart

Finora abbiamo parlato di baby monitor “dedicati”, ossia concepiti appositamente per ovviare ai problemi di ipoacusia e sordità. Ma abbiamo un’altra grande chance: utilizzare i modelli smart. Si tratta di baby monitor wifi, che si possono collegare direttamente al nostro smartphone o tablet grazie ad apposite app rilasciate dalle ditte produttrici. La nostra unità di genitori allora diventa direttamente lo smartphone, che ovviamente siamo abituati ad avere sempre con noi, e ne assume tutte le funzioni: vibrazione compresa! Portabilità garantita, e nessun problema di raggio d’azione. Possiamo controllare il nostro bambino anche se non siamo in casa, in tutta sicurezza e tranquillità.

I baby monitor smart facilitano anche l’inclusione in quanto non obbligano all’uso di oggetti “per disabili”

Baby monitor smart: conclusioni

Questa soluzione offre anche il vantaggio che con un’unica unità bambino, più di un familiare può sorvegliare il piccolo scaricando la relativa app: un vantaggio non indifferente, proprio perché nel caso di genitori non udenti la sicurezza del piccino è un valore da tutelare con ogni possibilità. Infine, questa soluzione favorisce anche l’inclusione, dato che non ci costringe ad utilizzare oggetti “dedicati ai disabili”, ma ci consente di sorvegliare nostro figlio come qualsiasi altro genitore.

Laura Daveggia è nata nel 1962 a Venezia, città in cui vive. Amante di musica classica, lettura e scrittura, ha pubblicato diversi articoli, sia online che cartacei, e due libri. Per breve periodo ha collaborato con Metropolitan Magazine e Fidelity House. Attualmente collabora con il blog “The Web Coffee” e con la rivista “Profilo Salute”.

Back to top
menu
Migliore Baby Monitor